Un pò di storia

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La nascita dell'occhiale è incerta, anche se si fa risalire la stessa alla fine del XIII secolo, secondo alcune fonti ad opera di Salvino Degli Armati in Firenze, altre citano invece Alessandro Della Spina in Pisa, ma i documenti più antichi risalgono alla Repubblica della Serenissima(697/1797). I mestieri degli abili artigiani veneziani erano divisi in Arti e ogni arte possedeva il proprio statuto registrato in appositi Capitolari dove gli articoli venivano chiamati capitoli. Il Capitolare più antico risale al 1219 (Arte dei sarti) mentre fu registrato solo nel 1284 quello dell'Arte dei cristalleri (artigiani del Quarzo o cristallo di rocca), anche se questi erano operativi già da tempo. Poiché era fatto obbligo agli appartenenti all'arte di giurare sul Vangelo il rispetto dello statuto, nella prima stesura del Capitolare in latino si evidenzia la proibizione di vendere il <<vetro<< dichiarandolo <<cristallo>>. E' probabile che qualche cristallere spinto dal basso prezzo del vetro e dalla maggior facilità di lavorazione commerciasse questo spacciandolo per cristallo. Particolarmente importante per la nostra ricostruzione risulta il Capitolare del 2 Aprile 1300, dove al capitolo XL(40) vengono indicati una serie di oggetti tra i quali figurano le lenti d'ingrandimento e per la prima volta le lenti per occhiali ( roidi de botacelis et da ogli e lapides ad legendum). Faranno seguito un nuovo capitolare nel 1301 e successivi fino al 1330, passando dal latino al volgare e assumendo la dizione : rodoli de vero per ogli per lezer. Già dal 1100 la Serenissima cogliendo l'importanza di mantenere segreta l'arte della produzione del vetro confinò le fornaci sull'isola di Murano con la scusa della pericolosità di queste nell'ambito di una città costruita prevalentemente con il legname del Cadore e della Carnia, e pertanto vietava espressamente ogni fonte di traffico a forestieri e veneziani sia interna che esterna. Si evidenzia perciò che la produzione di lenti a Venezia era oramai fortemente presente.
Il 23 Febbraio del 1305 si registra una predica presso la chiesa di Santa Maria Novella in Firenze ove il domenicano beato Giordano da Pisa o Rivalto(1260/1311) comunica al popolo che "non è ancora venti anni che si trovò l'arte di fare gli occhiali che fanno vedere bene, ch'è una delle migliori arti e delle più necessarie che 'l mondo abbia, ed è così poco che si trovò: arte novella che mai non fu... io vidi colui, che prima le trovò, e fece e favellaigli." Di qualche anno dopo è il documento della Cronaca del convento domenicano di S.Caterina (Pisa), ove risiedeva il beato Giordano in cui si ricorda frate Alessandro della Spina morto nel 1313 "modesto e buono, il quale quello che fatto vedeva sapeva egli rifare. Gli occhiali (ocularia) che altri per primo aveva fatto e non voleva comunicarne il segreto, fece egli ed a tutti comunicò lieto (ylari) e volonteroso" .
Questi due documenti saranno il principio di un falso settecentesco ad opera di Francesco Redi in <<Lettera attorno all'invenzione degli occhiali>> scritta nel 1678, di Leopoldo del Migliore nel suo libro del 1684 <<Firenze città nobilissima illustrata>>, e del Domenico Maria Manni nel suo trattato del 1738 <<Degli occhiali da naso, inventati da Salvino degli Armati>>, ove per campanilismo nei confronti della città di Pisa saranno costruiti una serie di documenti, lapidi e busti per attestare la paternità dell'invenzione dell'occhiale alla città di Firenze.
Furono smascherati da Isidoro del Lungo in Arch. Stor. It. LXXVIII, 1920 <<La vicenda di un'impostura erudita>> e Alessandro Volpi accademico della Crusca nel 1909.
La probabile verità fu che Giordano da Rivalto presi i voti nel 1280 presso il convento di S.Caterina, si trasferì a Bologna per approfondire i suoi studi prima di raggiungere Parigi dalla quale rientrò nel 1302. Durante il soggiorno a Bologna ebbe modo di conoscere i confratelli veneziani che avevano la loro sede nel cuore pulsante della città, presso la chiesa di San Giacometto a Rialto, e ebbe modo di conoscere e parlare a colui che inventò l'occhiale ma non di conoscerne il segreto della produzione, in quanto vietatissimo dalla Serenissima. Al suo rientro a Pisa il beato Giordano aveva 40 anni (si apprestava pertanto all'età della presbiopia), e frate Alessandro visto un paio di questi portato dal beato Giordano, fu capace di riprodurre, e perciò fu il primo a divulgare in Toscana l'arte della costruzione degli occhiali.
L'applicazione razionale di questo ausilio si deve a F.C. Donders, oftalmologo olandese, che per primo prescrisse lenti con potere corrispondente alla correzione del difetto visivo.

 

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