Un pò di storia

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Le prime lenti minerali. Prima del XII sec. si conoscevano semplici mezzi di ingrandimento come gli specchi concavi o convessi, o le lenticchie di vetro (usate per ornare le vetrate), queste ultime da molti, però, demonizzate in quanto considerate strumenti ingannevoli che distorcevano la realtà ed utilizzate da chi non voleva vedere la verità delle cose.
L' invenzione delle prime lenti in vetro minerale è stata attribuita a Ruggero Bacone (1214-1294), francescano inglese, massima autorità in quel tempo nel campo dell' ottica. Alla fine del XIII sec. si ha notizia della prima applicazione di lenti convesse per la correzione della presbiopia. I primi occhiali, come si deduce dalle opere pittoriche, furono con molta probabilità costruiti con lenti rotonde biconvesse per migliorare la vista dei presbiti.

Con l' invenzione della stampa (1450) la diffusione degli occhiali ricevette un grande impulso per la necessità di leggere anche caratteri piccoli. Allo stesso periodo è riferibile la diffusione delle lenti concave, usate per la correzione della miopia (rif. saggio di Vincent Ilardi - 1976).



Nel XVI e XVII sec. la scienza raggiunse le più grandi conquiste nel campo dell' ottica fisica che servirono a chiarire alcuni punti essenziali dell' ottica fisiologica oculare.

Keplero (1571 - 1630) per primo intuì la formazione dell' immagine luminosa sulla retina e trovò, così, il modo di risolvere il problema fra l' utilizzo delle lenti concave e convesse.

Altra importante svolta nella storia dell' ottica oftalmica, è stata data dall' opera del notaio spagnolo Deca De Valdes, "Uso de los antojos para todo genero de vistas" (1623), nella quale, per la prima volta, furono classificate le lenti secondo la loro forza in gradi concavi e convessi. I vari gradi corrispondevano ai diametri delle sfere dalle quali le lenti venivano ricavate. Il Deca fu un precursore dell' ottica moderna per quanto riguarda le lenti per afachia, gli occhiali protettivi e la montatura quale supporto delle lenti.

Le lenti bifocali in vetro, chiamate anche "lenti doppie" per la loro conformazione, risalgono, invece, alla seconda metà del' 700. La loro invenzione è stata attribuita a Benjamin Franklin. Lo sviluppo della tecnologia del vetro portò sostanziali miglioramenti alla lente per occhiali. Fino ad allora il vetro costituiva un sottoprodotto della produzione di altri settori dell' industria vetraria e questo spiega le imperfezioni, dovute alle impurità. Soltanto nel XX sec. con scoperte nel campo della chimica e della struttura della materia si è assistito a notevoli progressi che hanno consentito la realizzazione di tanti e differenti tipi di vetro per le più svariate esigenze visive, ancor oggi in uso.
Le prime lenti plastiche. Le prime materie plastiche sperimentate in campo oftalmico sono da far risalire alla metà dell' 800, con la scoperta della celluloide ad opera dei fratelli Hyatt negli Stati Uniti. Ottenuta partendo dalla nitrocellulosa e dalla canfora, la celluloide poteva essere prodotta in fogli trasparenti e quindi potenzialmente utilizzabile per la realizzazione di lenti. Le imperfezioni di questa materia plastica trasparente, oltre alla sua infiammabilità, non rappresentavano, però, una soluzione ottimale alla qualità che si stava ricercando.

Gli studi e le ricerche che ne seguirono, portarono nel 1905 alla messa a punto di un nuovo materiale, materiale Rhodoid, che risolse il problema dell' infiammabilità, oltre che dell' infrangibilità rispetto al vetro, e il cui utilizzo fu introdotto per la protezione di occhiali protettivi.

Più o meno nello stesso periodo è da far risalire la sperimentazione di una nuova materia plastica, il Perspex (acetato-butirrato di cellulosa), già usato nella fabbricazione dei vetri per aeroplani per la sua resistenza alle temperature estreme e la sua biocompatibilità, che ha rappresentato la prima vera soluzione dei problemi per arrivare ad un prodotto accettabile.

Nessuna di queste materie, però, aveva ancora le qualità ottiche e di resistenza desiderate e paragonabili al vetro. Successivamente si sperimentarono il carbon fossile, l' orca resina di condensazione a base di fenolo e di acrolina, il Pollopas, fino ai derivanti petrolchimici. La svolta ci fu nel maggio del 1940, quando i ricercatori della Columbia Southern Chemical Company, misero a punto un monomero, l' Allil Diglicol Carbonato (ADC), che sintetizzato, dopo 39 tentativi, diede vita al CR39 (da cui si spiega il nome – Columbia Resin 39). Il CR39 è stato il primo materiale usato nella produzione di lenti oftalmiche dalla buona qualità ottica, introdotto sul mercato nel 1947.

Da questo fondamentale punto di partenza si è arrivati fino ad oggi in una continua ricerca di elaborazione chimica di nuovi polimeri che hanno sempre più contribuito a rendere una lente oftalmica in plastica, meglio definita organica, una soluzione ottica simile, se non addirittura migliore, dal punto di vista ottico ad una lente in vetro.

Oggi giorno i materiali organici sono tanto diffusi e apprezzati soprattutto per la loro sottigliezza, leggerezza, qualità ottica e possibilità di abbinamento a numerosi trattamenti di superficie.