Chi può usare le lenti a contatto?

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A chi sono consigliate
Le lenti a contatto per la loro praticità d’uso e versatilità sono indicate, nelle diverse tipologie e con poche eccezioni, a tutti, risolvendo tanti piccoli problemi quotidiani e diventando compagne preziose nelle situazioni più diverse e ad ogni età.

La scelta del tipo di lente va fatta con la consulenza del medico oculista o dell'ottico optometrista che provvede a valutarne le caratteristiche più idonee.

Ma chi lo dice che le lenti a contatto sono cose da grandi?
Anche i bambini più piccoli, al di sotto dei tre anni, possono trarre vantaggio dall’utilizzo di lenti a contatto. L’idea ormai superata che esse non siano adatte ai bambini nasce dal fatto che le prime lenti a contatto erano rigide, molto piccole e richiedevano un lungo periodo di adattamento.

Con l’avvento delle lenti morbide e lo sviluppo di nuove geometrie e di materiali più sofisticati (biocompatibili, siliconici e permeabili all’ossigeno) si sono ampliate notevolmente le possibilità di utilizzo delle lenti a contatto nella prima e seconda infanzia. In questi casi è naturalmente importante che il bambino venga seguito dal medico oculista, che prescriverà le lenti più idonee e verificherà che vengano osservati regolarmente gli opportuni tempi di sostituzione delle lenti. Per l’utilizzo delle lenti a contatto da parte dei bambini più piccoli (0-3 anni) sarà inoltre fondamentale la collaborazione dei genitori, sia nelle fasi di applicazione e rimozione che per la quotidiana manutenzione delle stesse.

Le lenti a contatto per i bambini con più di sette anni
Dopo i 7 anni d'età, l’occhio del bambino ha ormai assunto una struttura definitiva ed i parametri contattologici sono quindi equivalenti a quelli dell’adulto. Si ritiene che dai 7 anni in poi il bambino sia autonomo nell’applicazione, nella rimozione e nella pulizia delle proprie lenti a contatto.

Le lenti a contatto per gli adolescenti
Un adolescente va a scuola, pratica sport, frequenta le discoteche, si confronta continuamente con i coetanei. Le lenti a contatto gli permettono di muoversi in piena libertà e di vederci meglio, in qualsiasi momento della giornata, facendolo sentire a proprio agio in ogni situazione.

Le lenti a contatto per gli over 40
La presbiopia non è un difetto visivo, bensì una riduzione fisiologica della capacità accomodativa del cristallino che si manifesta in genere dopo i 40/43 anni di età ed è caratterizzata da una ridotta messa a fuoco degli oggetti a distanza ravvicinata.

La presbiopia si manifesta ad età diverse al variare della latitudine: più si è vicini all'equatore prima si presenta. Le così dette "lenti da vicino" diventano necessarie a 40 anni in Grecia e in Medio Oriente, a 42/43 anni in Italia, a 48 anni in Svezia.

Anche a questa esigenza visiva le lenti a contatto sono in grado di dare una risposta, fornendo un valido supporto per affrontare una situazione che può mettere in difficoltà anche chi fino a quel momento non aveva avuto bisogno di nessun ausilio visivo.

Le lenti a contatto multifocali sono disponibili sia rigide/gas-permeabili che morbide; sono dette a "visione alternata" se presentano due zone distinte (una per la visione da lontano e l'altra per quella da vicino) utilizzate dal portatore alternativamente secondo le necessità visive, mentre vengono definite a "visione simultanea" se permettono di focalizzare in modo simultaneo sia le immagini lontane, che quelle vicine: sarà poi l'utilizzatore a scegliere a quali prestare attenzione.


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